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Casa B

Copyright: Federico Farinatti
Il progetto si inserisce su un versante dalla forte pendenza, segnato da muri a secco appartenenti a un precedente impianto viticolo. La successione di muri e terrazzamenti ha prodotto nel tempo un disegno territoriale, che il progetto assume come matrice generativa.
Nel Ticino l’abitare si è storicamente organizzato in nuclei compatti di pietra, addossati ai muri di contenimento. L’intervento non si limita a collocarsi in questo paesaggio, ma lo ricostruisce, riaffermando il muro in sasso come infrastruttura primaria di suolo e architettura.
La casa è un quadrato di 10×10 m, impostato perpendicolarmente al pendio. Il sistema di muri in pietra si sviluppa lungo la pendenza, definendo terrazzamenti abitabili, giardini e percorsi. I muri non sono solo contenimento, ma determinano direzionalità, accessi e struttura dello spazio domestico. Al piano terra, il soggiorno con cucina è concepito come uno spazio unitario che si estende verso i giardini laterali, riducendo la separazione tra interno ed esterno.
Al piano primo, il volume della zona notte si proietta verso monte e valle. Le travi-pareti governano la direzionalità degli spazi e consentono l’assenza di appoggi al piano terra, generando una condizione di sospensione. La struttura in calcestruzzo armato è rivestita esternamente in pietra, mentre all’interno partizioni leggere e colore trasformano i muri portanti in elementi percettivi: il verde prolunga visivamente il giardino, il blu accentua la verticalità dello spazio. La circolazione verticale è affidata a un elemento di arredo nero che segna il passaggio tra giorno e notte.
L’architettura non si limita a occupare il suolo, ma lo misura, lo articola e lo rende abitabile attraverso una sequenza di soglie, piani e orientamenti che traducono la topografia in spazio domestico. Il progetto ricompone così pendio e abitare attraverso un lessico di muri in sasso e un volume compatto ma direzionato, traducendo la tradizione in un linguaggio contemporaneo e misurato.
Nel Ticino l’abitare si è storicamente organizzato in nuclei compatti di pietra, addossati ai muri di contenimento. L’intervento non si limita a collocarsi in questo paesaggio, ma lo ricostruisce, riaffermando il muro in sasso come infrastruttura primaria di suolo e architettura.
La casa è un quadrato di 10×10 m, impostato perpendicolarmente al pendio. Il sistema di muri in pietra si sviluppa lungo la pendenza, definendo terrazzamenti abitabili, giardini e percorsi. I muri non sono solo contenimento, ma determinano direzionalità, accessi e struttura dello spazio domestico. Al piano terra, il soggiorno con cucina è concepito come uno spazio unitario che si estende verso i giardini laterali, riducendo la separazione tra interno ed esterno.
Al piano primo, il volume della zona notte si proietta verso monte e valle. Le travi-pareti governano la direzionalità degli spazi e consentono l’assenza di appoggi al piano terra, generando una condizione di sospensione. La struttura in calcestruzzo armato è rivestita esternamente in pietra, mentre all’interno partizioni leggere e colore trasformano i muri portanti in elementi percettivi: il verde prolunga visivamente il giardino, il blu accentua la verticalità dello spazio. La circolazione verticale è affidata a un elemento di arredo nero che segna il passaggio tra giorno e notte.
L’architettura non si limita a occupare il suolo, ma lo misura, lo articola e lo rende abitabile attraverso una sequenza di soglie, piani e orientamenti che traducono la topografia in spazio domestico. Il progetto ricompone così pendio e abitare attraverso un lessico di muri in sasso e un volume compatto ma direzionato, traducendo la tradizione in un linguaggio contemporaneo e misurato.











Copyright général des photographies: Federico Farinatti




Copyright général des plans / schémas / graphiques: Studio Vacchini architetti - Simone Turkewitsch
Textes Critères de Davos
Gouvernance
Il progetto nasce da un processo interpretativo del luogo, fondato sulla lettura critica del paesaggio viticolo e dei suoi dispositivi costruttivi. La qualità non è assunta come risultato formale, ma come esito di una governance progettuale che integra analisi territoriale, conoscenza della tradizione costruttiva e coordinamento tra discipline. L’architettura diventa così strumento di mediazione tra istanze culturali, ambientali e abitative.
Fonctionnalité
La distribuzione compatta e la chiara separazione tra zona giorno e notte garantiscono comfort, privacy e qualità dell’abitare. I terrazzamenti esterni ampliano gli spazi domestici e favoriscono una fruizione climatica e stagionale diversificata. I muri portanti in pietra costituiscono un sistema strutturale durabile e protettivo, mentre la struttura consente flessibilità interna e adattabilità futura degli spazi.
Environnement
Il progetto preserva e riattiva la struttura storica del pendio, evitando movimenti di terra invasivi e valorizzando i terrazzamenti pre esistenti. I muri portanti in pietra, realizzati con materiali durevoli e locali, garantiscono inerzia, lunga vita utile e ridotta manutenzione. L’integrazione tra architettura e topografia favorisce un uso responsabile del suolo e una continuità ecologica tra spazio costruito e paesaggio.
Économie
Il progetto genera valore economico attraverso un impianto compatto e razionale, che riduce complessità costruttiva e costi di gestione nel tempo. L’uso di muri portanti in pietra come sistema strutturale primario concentra l’investimento sulla durata, sulla qualità materica e sulla bassa manutenzione. La chiarezza tipologica e la flessibilità interna garantiscono un alto valore d’uso e una lunga vita funzionale dell’edificio.
Diversité
Il progetto interpreta la casa non come oggetto isolato, ma come parte di un sistema di spazi e percorsi che prolungano il paesaggio terrazzato. I muri in pietra definiscono soglie, giardini e camminamenti che mettono in relazione abitare, suolo e contesto costruito. La casa partecipa così a una struttura spaziale condivisa, favorendo continuità, permeabilità e una lettura collettiva del luogo.
Contexte
Il progetto nasce da una lettura diretta del versante e dei suoi dispositivi storici: muri a secco, terrazzamenti, filari. La casa non si impone come oggetto autonomo, ma si costruisce per sovrapposizione e continuità con queste strutture, reinterpretando in chiave contemporanea la tipologia ticinese. Scala, orientamento e materialità derivano direttamente dal paesaggio costruito.
Esprit du lieu
Il progetto costruisce un’esperienza abitativa legata alla percezione del pendio, della luce e della profondità del paesaggio. I muri in pietra guidano il movimento, definiscono soglie e inquadrano viste selettive verso valle e verso monte. La sequenza di spazi interni ed esterni genera un rapporto sensibile con il luogo, rafforzando l’identità dell’abitare attraverso orientamento, materia e colore.
Beauté
La bellezza del progetto nasce dalla coerenza tra struttura, materia e paesaggio. La composizione compatta, governata da un sistema di muri in pietra e da un volume misurato, costruisce un equilibrio tra pieni e vuoti, massa e sospensione. La luce, filtrata dalle soglie e dai terrazzamenti, trasforma la percezione degli spazi, generando un’esperienza estetica sobria, sensibile e profondamente legata al luogo.
Caractéristiques
Lieu
Brione S/Minusio
Catégorie d'ouvrage (SIA 102)
Habitat
Type de tâche
Nouvelle construction
Type de procédure
Mandat direct
Coût de construction en CHF (SIA 416)
1'300'000
Surface de plancher en m² (SIA 416)
267.50
Planification
2024 → 2024
Réalisation
2024 → 2025
Année de mise en service
2025
Soumissionnaire(s) | Intervenants
Directions des travaux
Génie civil
Technique du bâtiment
Construction béton
Génie hydraulique
Gobbi Giacomo impianti sanitari
Conception électrique
Construction bois
Construction bois
Photographie
Conception lumière
Lisa Filippi