News

«Il paesaggio non è mai puramente obiettivo ma scaturisce dall’interazione tra luogo e percezione»
16.01.2026
SIA

«Sul tema del Genius loci ho elaborato un diagramma che uso per le mie presentazioni e nei progetti di costruzione e che si basa sul noto modello elaborato dal britannico John Dixon Hunt, teorico del paesaggio. Hunt illustra come gli esseri umani percepiscano e sperimentino tre livelli di natura: il primo è quello di una natura pura e incontaminata, il secondo include la natura coltivata e quindi il paesaggio culturale e il terzo è costituito dai giardini, vale a dire l’interpretazione artistica di natura e paesaggio. Nei miei progetti applico frequentemente una rielaborazione di questo approccio che vorrei integrare anche nel lavoro come membro della giuria. Il livello naturale può e deve aver voce nei nostri progetti: la forza dell’acqua, della luce, della pietra, del bosco, del vento e di tutti questi elementi dovrebbe essere accolta anziché messa a tacere. Nel caso del paesaggio culturale si tratta di definire il modo in cui ci rapportiamo ad esso e gli diamo forma. Per me, qui rientrano anche i giardini. Vi è poi un terzo livello che cerco di definire e di cui si parla ancora troppo poco: una dimensione che riguarda l’interazione, la connessione tra luogo ed esseri umani. È il livello legato alla nostalgia, ai ricordi, alle emozioni, alle percezioni; esso abbraccia tutte le dimensioni personali dell’immaginario. Credo che sia necessario definire con chiarezza questa differenziazione: c’è la natura, c’è il paesaggio culturale e poi c’è anche il paesaggio immaginativo. Il paesaggio non è mai puramente obiettivo, ma scaturisce dall’interazione tra luogo e percezione. È importante discuterne e analizzare quali siano le caratteristiche che plasmano un dato luogo e in che modo tali attributi possano anche plasmare la nostra percezione.»

Ascolta la registrazione