News

I progetti nella rosa dei finalisti
31.03.2026
SIA

Per il Prix SIA 2026 ci sono due «shortlist»: la giuria di esperti e la giuria studentesca hanno formulato il proprio verdetto e scelto i loro preferiti tra i 183 progetti in lizza.

Ecco svelati i sei progetti selezionati dalla giuria di esperti:

→ Gässli 5

Il progetto, nato da un’iniziativa comunitaria e partecipativa lanciata per creare nuovi spazi abitativi in un villaggio, modella gli esterni con precisione e rafforza il senso di comunità dell’insediamento. Entrambe le parti dell’edificio – la vecchia casa dislocata e la nuova costruzione – fanno rivivere l’antica tecnica di realizzare gli edifici in modo che i loro componenti possano essere smontati, sostituiti o riassemblati. Sono stati impiegati materiali da costruzione rinnovabili come il legno e la paglia. Il progetto, che testimonia un’elevata sensibilità per il materiale da costruzione, il contesto, l’ambiente e il metodo, affonda le proprie radici nel cuore del villaggio e rafforza il Genius loci.

Ulteriori informazioni 

→ Das Wohltemperierte Haus

In un ex edificio adibito a uffici, così come se ne trovano praticamente ovunque in Svizzera, un piano è stato convertito in alloggi provvisori. Il progetto sperimenta una nuova forma abitativa e approcci innovativi, efficienti e flessibili, sia in materia energetica che per quanto riguarda l’impiantistica degli edifici. L’isolamento termico non avviene principalmente grazie alla facciata, bensì ai singoli appartamenti: di fatto al loro interno sono collocati elementi attivabili termicamente, uniti alle pareti in argilla (come quelle degli ambienti umidi), che fungono da radiatori. Ciascun appartamento può essere suddiviso in varie zone mediante tende termoriflettenti.

Ulteriori informazioni

→ Immeuble Normandie, reconversion d'un immeuble administratif en logements

La trasformazione di questo stabile amministrativo di Jean-Marc Lamunière, riconosciuto come patrimonio culturale, è una dimostrazione tangibile di come, con interventi accorti, di qualità e innovativi, si possano migliorare, dal punto di vista dell’efficienza energetica e della statica, gli edifici moderni realizzati nel periodo di alta congiuntura, ampliandoli architettonicamente e riconvertendoli, in un’ottica di sostenibilità. Il progetto riesce a preservare e mettere in risalto l’identità dell’edificio. I nuovi appartamenti presentano una tipologia innovativa e di qualità che integra anche spazi esterni privati di pregio.

Ulteriori informazioni

→ HORTUS

Il progetto dimostra che è possibile raggiungere gli obiettivi della norma SIA 390.1 «La via climatica» anche costruendo ex novo e rappresenta quindi un punto di riferimento per il futuro. Diversamente dall’iter seguito tradizionalmente per lo sviluppo di un progetto, sono stati dapprima ideati, con un procedimento interdisciplinare, gli elementi strutturali innovativi, realizzati con materiali locali, biologici e di origine geologica, come il legno e l'argilla, utilizzati poi come base per la progettazione. La nuova costruzione ha un’impronta di CO2 contenuta, produce energia solare, ha un forte carattere estetico e può essere utilizzata e trasformata con grande flessibilità.

Ulteriori informazioni

→ Bondo Neugestaltung Verbauungen

Le misure di protezione contro i pericoli naturali acquistano sempre più importanza alla luce del surriscaldamento climatico e degli eventi estremi che esso comporta. Le strutture di protezione di Bondo sono un esempio eccezionale di come i progetti infrastrutturali sviluppati in modo interdisciplinare e partecipativo possano creare valore aggiunto sotto il profilo della cultura della costruzione: le opere ingegneristiche non servono solo a proteggere dai pericoli naturali o a garantire la mobilità, ma contribuiscono anche a un’attenta progettazione del paesaggio in una cornice di alto valore, data dal contesto naturale alpino.

Ulteriori informazioni

→ Forêt urbaine du quartier de l'Étang

Il verde negli insediamenti è un tema attuale e critico, che si lega all’interrogativo di come tutelare gli ultimi frammenti di natura in un agglomerato. Nelle aree periurbane, tanto frequenti in Svizzera, il progetto realizza un’isola verde per la popolazione, conservando un frammento di spazio naturale comprensivo di laghetto, valorizzando con nuove piante la bella vegetazione arborea esistente e completando il tutto con sentieri e panchine. Lo spazio verde crea un ambiente unico per l’atmosfera che propone, in contrasto con la densa edificazione che lo circonda, ma allo stesso tempo funge anche da bacino di ritenzione e protezione contro le piene. Il progetto dimostra in modo esemplare che è possibile realizzare uno spazio verde, prezioso da ogni punto di vista, anche senza grandi ostentazioni architettoniche.

Ulteriori informazioni

Ecco svelati i sei progetti selezionati dalla giuria studentesca:

→ Soulce_Maison autonome évolutive

Questo progetto ha colpito la giuria studentesca per l’esemplare collaborazione portata avanti tra committenza, artigiani e team di progettisti. Qui il budget non pone soltanto un limite, stabilisce la forma dei volumi. Il ristretto margine di manovra sul fronte delle finanze ha fatto unire le forze, in modo straordinario: un’«autocostruzione accompagnata», dove la committenza è stata coinvolta dall’inizio alla fine, partecipando ad ogni fase: dal tetto ai pannelli isolanti, prodotti con un’associazione locale.

Sopraelevando la casa, gli architetti hanno creato uno spazio versatile, di transizione, aperto a futuri utilizzi e sviluppi. Questa capacità di definire un quadro solido, accettando al contempo di non più essere coinvolti nelle future trasformazioni, rappresenta per la giuria studentesca una vera e propria dimostrazione di umiltà.

Il risultato? Un esempio tangibile di sostenibilità vera e vissuta: isolazione in canapa e calce, realizzata attraverso un cantiere partecipativo, per una quasi totale autonomia energetica. Nel Cantone del Giura, dove la categoria professionale è poco tutelata, questo progetto prova chiaramente che, anche con un budget limitato, può nascere un’architettura di elevata qualità, se lavorano insieme le persone giuste.

Ulteriori informazioni

→ Transformation d'un moulin en logements

La giuria studentesca è rimasta colpita da un’evidenza: il mulino sembra essere stato semplicemente... riscoperto. Il progetto è consistito infatti nel togliere i diversi strati lasciati dal tempo per ritrovare la forza, la semplicità, l’originalità e la forma dell’opera originaria.

Un altro elemento che ha impressionato la giuria studentesca è stata la logica costruttiva del progetto. La maggior parte dei materiali impiegati è frutto del riuso: alcuni componenti sono stati smontati e recuperati, altri provengono da precedenti cantieri. Il team di progetto ha prestato grande attenzione all’utilizzo di materiali di origine biologica. Risulta così un’equilibrata mescolanza tra vecchio e nuovo che permette di dare continuità alla storia dell’edificio.

Si percepisce chiaramente anche la dimensione umana. Gli appartamenti sono semplici, luminosi, ampi e accoglienti, hanno diversi orientamenti e sono provvisti di terrazza. Qui, grazie alle pigioni moderate, la qualità dell’abitare è resa accessibile.

Il progetto dimostra che è possibile valorizzare il patrimonio culturale, costruire nel costruito rispettando le risorse, e creare al contempo alloggi di alto valore qualitativo. La trasformazione è stata attuata con grande convinzione, una forza che trapela in modo percettibile.

Ulteriori informazioni

→ LysP8 – Wohnhaus mit Gewerbe

Questo progetto prende forma in un contesto urbano e si aggiudica un posto all’interno della shortlist della giuria studentesca, in ragione dell’approccio pragmatico con cui risponde ai grandi temi del presente, vale a dire il rispetto delle risorse e la versatilità nell’utilizzo degli spazi.

Sul piano funzionale, il progetto risponde alla sfida della densificazione, offrendo alloggi compatti, accessibili attraverso ballatoi.

Gli alloggi, a doppia esposizione, si inseriscono in una trama strutturale semplice. Per soddisfare le esigenze di accessibilità per le persone a mobilità ridotta (PMR), lo spazio del corridoio può, all’occorrenza, essere inglobato nella sala da bagno, grazie all’impiego di porte girevoli.

I piani più alti ospitano una fondazione impegnata nell’offrire assistenza alle persone che necessitano di un accompagnamento temporaneo. La presenza della fondazione contribuisce alla mescolanza sociale che regna nell’edificio. Al pianterreno, all’interno dell’isolato, vi sono giardini ad uso condiviso.

Per il rivestimento della facciata sono state riutilizzate delle tegole, mentre per filtrare la luce e lo sguardo dei passanti il progetto recupera finestre a tutta altezza munite di persiane.

La struttura portante in legno è assemblata meccanicamente, facendo dell’edificio una sorta di «banca dei materiali», formata da componenti smontabili e riutilizzabili in futuro. È un linguaggio architettonico che per definire la propria estetica accoglie l’imprevedibilità del riuso.

Ulteriori informazioni

→ Maison de Quartier des Libellules

Durante la discussione, la giuria studentesca ha apprezzato in particolare la coerenza tra le qualità architettoniche del progetto e le sue funzioni sociali e culturali. La Maison de Quartier des Libellules è concepita infatti come un punto di incontro, pensato per soddisfare le esigenze del quartiere.

Un edificio centrale in legno accoglie molteplici spazi per le attività più diverse, destinate soprattutto all’infanzia e alla gioventù. Il lavoro architettonico, compresa la grande attenzione rivolta all’acustica, contribuisce alla dimensione inclusiva del progetto. Gli spazi sono concepiti per giocare, mangiare o suonare insieme.

Un’ampia serra avvolge la struttura lignea e crea uno spazio transitorio tra la casa e la strada: una vera e propria apertura verso il mondo esterno. Entrambi i volumi sono attraversati da un pozzo luce che, oltre a creare un piacevole clima interno, simboleggia il «focolare», il cuore della casa, con la cucina come luogo di riunione.

La giuria studentesca ha colto inoltre il grande potenziale offerto dagli spazi: gli abitanti possono infatti adibirli a svariati utilizzi, secondo le stagioni. Inserendo questo progetto nella propria shortlist, la giuria vuole altresì sottolineare il valore che quest’opera riveste per tutta la comunità.

Non da ultimo, la struttura offre all’edificio un’identità propria e del tutto inconfondibile in un quartiere in profonda trasformazione.

Ulteriori informazioni

→ Gässli 5

Gässli 5 è un esempio eloquente di come sia possibile conservare la sostanza edilizia storica, mantenendo al contempo i legami sociali in un’area rurale. È dunque a giusto titolo che il progetto si è guadagnato il proprio posto sulla shortlist della giuria studentesca.

La storia comincia con una casa costruita all’inizio del XVII secolo e a rischio demolizione. L’edificio, in vendita nei giornali locali al prezzo simbolico di un franco, è stato salvato grazie alla mobilitazione di un intero villaggio e alla generosità di una coppia che ha messo a disposizione il proprio terreno.

La casa è stata smontata e ricostruita, pezzo per pezzo, fedelmente all’originale, nell’intento di preservare la sua autenticità. Sono stati sostituiti soltanto gli elementi più rovinati.

In un’ottica di continuità, a cavallo tra passato e presente, sul retro è stato costruito un nuovo edificio in terra cruda compattata (pisé).

Immersa in un giardino in permacoltura, Gässli 5 è oggi un luogo comunitario, aperto al pubblico, un punto di incontro, di scambio, di sperimentazione e di profonda connessione con la natura.

Ulteriori informazioni

→ Préau réinventé à l'école de Chêne-Bougeries

Questo progetto figura nella shortlist della giuria studentesca, poiché verte sulla trasformazione di un cortile scolastico, un tempo ricoperto di asfalto e suddiviso per genere, in un ambiente di vita inclusivo, ludico ed educativo.

Al centro del progetto vi è un approccio partecipativo: allievi e docenti sono stati infatti coinvolti e interpellati affinché ogni metro quadrato potesse rispondere al meglio alle loro esigenze. Il cortile, suddiviso in varie aree, è rinato. Grazie alla vegetalizzazione, si è trasformato in un vivace spazio libero, dove poter andare in bicicletta, giocare e rilassarsi.

Il successo del progetto lo si deve altresì all’accompagnamento fornito dal Comune, che durante l’intero processo si è impegnato attivamente per il bene dei bambini. In tempi record, con una tabella di marcia di soli pochi mesi, dato che il cantiere era già in corso, gli architetti hanno saputo mantenere la rotta, su tutta la linea. Per garantire la realizzazione della visione iniziale, hanno prescritto alla committenza la scelta precisa delle specie arboree, insistendo sulla qualità del terreno e sull’impiego di tecniche innovative, come il sistema delle fosse di Stoccolma.

Il progetto, certamente degno di figurare nella rosa dei finalisti, testimonia come, attraverso l’ascolto attivo, sia possibile ridare un senso a uno spazio collettivo, valorizzando il ruolo essenziale che l’architettura del paesaggio riveste nel promuovere la qualità e la coesione di un ambiente di vita condiviso.

Ulteriori informazioni

Prossimi appuntamenti

Nella cornice dei «Prix SIA Talks», i membri della giuria di esperti si incontreranno per uno scambio di opinioni sui progetti finalisti. Il 9 e il 16 aprile, su prixsia.ch, troverete le registrazioni video di tali incontri.

Dal 27 aprile si darà il via al voto del pubblico: potrete esprimere anche voi il vostro apprezzamento, votando online il progetto che preferite.

I vincitori del Prix SIA 2026 saranno resi noti l’11 giugno a Friburgo, in occasione della cerimonia di premiazione. A chi sarà conferito il premio della giuria, il premio degli studenti e il premio del pubblico? Segnatevi la data!